Il Credo della Chiesa Cattolica è la formula di fede relativa all’unicità di Dio, alla natura di Gesù e, implicitamente, alla trinità delle persone divine. Esistono tre forme diverse di Credo: la prima approvata al I Concilio di Nicea (325), la seconda modificata con il I Concilio di Costantinopoli e, infine, il cosiddetto Simbolo Apostolico risalente (ovvero scritto) fin dal IV secolo in Ambrogio e Rufino, poi modificato nella sua formula definitiva da San Cesario di Arles (sec. VI). Nelle nostre messe si recitano il secondo (niceno-costantinopoliano) e, non di rado, il terzo (per motivi di brevità) credo.
Prendiamo ad esame le prime due versioni citate (originariamente in greco) mettendo in corsivo le parti relative alla seconda versione (di Costantinopoli) di qualche anno successiva, e influenzata dalle teorie cristologiche dell’arianesimo.
Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
[Dio da Dio],
Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese dal cielo
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì
e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre [e dal Figlio].
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen.
Parte eliminata nella seconda versione ma presente nel credo del 325 / Nicea:
Τοὺς δὲ λέγοντας·
ἦν ποτε ὅτε οὐκ ἦν,
καὶ πρὶν γεννηθῆναι οὐκ ἦν,
καὶ ὅτι ἐξ οὐκ ὄντων ἐγένετο,
ἢ ἐξ ἑτέρας ὑποστάσεως
ἢ οὐσίας
φάσκοντας εἶναι,
ἢ κτιστόν,
ἢ τρεπτὸν ἢ ἀλλοιωτὸν
τὸν υἱὸν τοῦ θεοῦ,
ἀναθεματίζει
ἡ καθολικὴ ἐκκλησία.Coloro poi che dicono:
“C’era (un tempo) quando (Gesù) non c’era”,
e: “Prima di essere generato non c’era”,
e che dal non essente fu generato
o da un’altra persona
o essenza
dicono essere
o creato,
o traformabile o mutevole
il Figlio di Dio,
(costoro li) anatematizza
la Chiesa cattolica.
È palese come la Chiesa sia passata dalla formula di maledizione del primo Credo alla formula più semplicemente coercitiva del secondo. Il Simbolo Apostolico invece sembra sia opera antichissima risalente agli stessi apostoli e tramandata originalmente solo per via orale (anche perché ritenuto indegno era chi la riportasse per iscritto).
Da Wikipedia.