Questi sono due punti che autorizzerebbero l’aborto per lo UAAR.
- la vita di una madre ha più valore di quella di un feto;
- la maternità deve essere una scelta responsabile e consapevole, e non il frutto, ad esempio, del malfunzionamento di un contraccettivo;
Nel primo punto si afferma molto drasticamente la superiorità di una vita rispetto ad un’altra. Nel secondo si dà irrilevanza ad una vita solo perché concretizzata attraverso un atto non (pienamente) voluto: ovvero se un feto si sta formando son problemi suoi e della natura dispettosa.
L’ UAAR è l’Unione Atei ed Agnostici presieduta da Raffaele Carcano. La “R” sta per “Razionali”. Forse.
Ciao. Vorrei puntualizzare alcune cose.
Prima di tutto il copia-incolla di porzioni slegate dall’intero testo non va molto a favore dell’interpretazione corretta dell’argomento.
Comunque, ti informo che la vita di una madre è (quasi) sempre superiore a quella del feto, in quanto ella è già un essere umano formato e senziente, con precise responsabilità verso il marito, verso gli altri figli (se ci sono), gli ascendenti e verso la società.
Sacrificare la madre sull’altare del feto è qualcosa di mostruoso nei confronti di se’ stessa e di tutti gli altri, a meno che la vita della madre non sia già perduta in partenza e allora è naturale cercare di salvare il salvabile.
O forse non ti sei accorto del valore RELATIVO della vita rispetto alle circostanze createsi?
O forse dovremmo sacrificare la vita di 1000 persone per salvarne una sola, semmai si ponesse tale spaventosa scelta?
Secondo punto: se il figlio è il risultato di un “errore nell’uso del contraccettivo”, secondo te che fine farà, probabilmente, una volta nato?
Un figlio dev’essere frutto di una scelta VOLUTA, non del caso. Dev’essere DESIDERATO e non subìto come una condanna o come un tragico errore.
Soprattutto, non dev’essere figlio di una violenza, nè fisica nè psicologica.
L’aborto non lo si sconfigge proibendolo, ma educando le donne (e gli uomini) a un esercizio responsabile della sessualità e all’uso di contraccettivi sicuri.
Sicuramente non è la strategia che si persegue in Italia, col Vaticano da una parte, il Governo che gli tiene bordone dall’altra e in mezzo le tv del premier con le vallette praticamente nude (per la coerenza).
Buona giornata.
> Prima di tutto il copia-incolla di porzioni slegate dall’intero testo non va molto a favore dell’interpretazione corretta dell’argomento.
Ecco il link da cui ho preso i punti (2 su 4). Si parla comunque delle ragioni per autorizzare l’aborto (nella mia selezione non c’è nulla quindi di slegato dal contesto):
http://www.uaar.it/laicita/aborto/
> O forse non ti sei accorto del valore RELATIVO della vita rispetto alle circostanze createsi?
Stai dicendo che ha più valore un essere umano solo perché nato prima così da aver raggiunto maggiori legami e responsabilità nei confronti altrui allo stesso modo in cui ha più valore un conto corrente aperto prima tanto da aver raggiunto maggiori interessi?
> O forse dovremmo sacrificare la vita di 1000 persone per salvarne una sola, semmai si ponesse tale spaventosa scelta?
Stai divagando.
> Secondo punto: se il figlio è il risultato di un “errore nell’uso del contraccettivo”, secondo te che fine farà, probabilmente, una volta nato?
Allora tu ammetti che si possa sbagliare per irresponsabilità e poi passare con un bel colpo di spugna?
> Un figlio dev’essere frutto di una scelta VOLUTA, non del caso. Dev’essere DESIDERATO e non subìto come una condanna o come un tragico errore.
Sono d’accordo. Nel caso contrario nulla di autorizza a uccidere qualcuno, soprattutto tuo figlio, a menoché tu non sia un mostro.
> L’aborto non lo si sconfigge proibendolo, ma educando le donne (e gli uomini) a un esercizio responsabile della sessualità e all’uso di contraccettivi sicuri.
Posso essere d’accordo ma i punti esposti dall’UAAR non dicono certo questo.
> Sicuramente non è la strategia che si persegue in Italia, col Vaticano da una parte, il Governo che gli tiene bordone dall’altra e in mezzo le tv del premier con le vallette praticamente nude (per la coerenza).
Non ho capito il nesso. Sentirsi deresponsabilizzati per il semplice fatto, o complesso che sia, che qualcuno stia sopra di noi e ci imponga una sua guida, non fa che rafforzare il potere e l’obbiettivo di questi manovratori. Le chiese e i governi possono influire su tanti campi della nostra esistenza, ma se imparassimo ad usare il cervello (l’unica cosa che abbiamo di nostra al 100% se solo volessimo) e non solo ad ospitarlo passivamente in una scatola, se imparassimo a pensare con la nostra testa (la nostra non quella degli altri), allora queste religioni e questi governi cadrebbero lasciando inevitabilmente trionfare la libertà, la spiritualità, la logica, lo sviluppo, il bene e la più grande solidarietà.
Tante belle cose.
Ciao. Ho letto la tua risposta e queste sono le mie osservazioni. Perdona se mi dilungo.
Il nesso tra valore relativo della vita e il conto corrente è una cosa del tutto abusiva che hai fatto tu, confondendo i piani e le situazioni, nonchè i valori.
Il valore superiore della vita della madre (essere umano formato) rispetto a quella del feto (grumo di cellule e molecole senza ANCORA vita senziente) è evidente senz’ombra di dubbio. Oppure glielo vai a spiegare tu al marito e agli altri figli, eventualmente, che la loro madre e moglie è stata sacrificata per non nuocere al feto?
Bene hanno fatto i legislatori, infatti, a stabilire che si diventa persone a tutti gli effetti solo un attimo dopo la nascita. Altrimenti si tornerebbe al Medioevo con le donne sventrate per recuperare il feto e battezzarlo.
Qui la metafora del conto corrente non c’entra nulla. Non confondere aglio con mele, per favore.
Secondo punto. Il fatto che non è etico nè accettabile sacrificare 1000 vite per salvarne UNA non è affatto una divagazione, ma un concreto esempio della relatività del valore della vita umana in rapporto alla situazione creatasi.
Che ti piaccia o no, pure la Chiesa e il più clericale dei governi sacrificherebbero una persona pur di salvarne 10, 100, 1000, 10000 o tutta l’umanità (nel caso). Sostenere il contrario è pura disonestà intellettuale, a meno che questa persona non faccia parte di certe “caste” superprivilegiate. Allora per salvarla si brucerebbero senza indugio migliaia di vite, stai tranquillo.
I punti sull’aborto citati dall’UAAR sono delle constatazioni della realtà, e non incitamenti ad abortire.
La mia posizione (e quella dell’UAAR, suppongo) sull’aborto è eminentemente pratica e realista, non ideologica. Prima che l’aborto fosse entro certi limiti legale, non è che esso non esistesse. Questa tragedia non l’hanno certo inventata gli abortisti.
Si faceva tutto in casa, eventualmente con l’ausilio della mammana, e tutto finiva lì. Feto estratto e buttato nel water o nella spazzatura. Facciata salva e amen, salvo emorragie.
Ergo, l’aborto non si sconfigge proibendolo, cioè facendolo ritornare nella clandestinità (che quasi mai da scandalo, quello che più sta a cuore ai bigotti), ma educando alla sessualità responsabile.
Qui entra in gioco la religione istituzionalizzata, che blocca o ostacola qualsiasi discorso di educazione sessuale scientifica e laica a scuola (è da lì che si inizia). Il governo, servo e compìto, si adegua, in cambio di voti e consenso.
Ottima idea quella di usare il cervello, ma se non lo si impara ad usarlo da adolescenti, a scuola e in famiglia, col cavolo che poi sarai in grado di elaborare pensieri tuoi che non siano veline dei pensieri degli altri.
Ma se agli studenti nulla viene detto sul sesso e sulla vita, scatta il pissi-pissi e si finisce incinte al primo rapporto perchè tanto “se si è vergini non può succedere”. Per non parlare delle fimosi non curate perchè “proteggono dalle malattie veneree” (!!!). Eccetera.
Insomma: no all’aborto, no all’educazione sessuale scientifica, no alla contraccezione, no a tutto tranne al ridicolo Ogino-Knaus, che di ’sicuro’ ha solo il fatto di essere ‘naturale’ come il calendario e la calcolatrice con cui si computano i giorni. Percentuale di fallimento: 26-40% (dati ASL di Imola) e con alto rischio di aborti spontanei di embrioni malformati perchè ‘vecchi’. E se per caso, ‘toppi’, cavoli tuoi.
E questo è tutto quello che vuole e pretende la Chiesa. Meno libera informazione c’è in giro, più loro possono propugnare le loro tesi a man salva e senza contraddittorio.
D’altra parte, hai mai visto un Papa dialogare? Loro sanno fare solo monologhi.
Salutoni.
Premesso che non son sempre d’accordo con la Chiesa (né della Chiesa in quanto tale), resta il fatto che ancora non condivido le tue idee e quelle dell’UAAR, in quanto ad aborto, se non in parte.
Non darei poi così scredito agli studenti se non per il fatto che sono giovani e ancora immaturi (ma non certo dotati di scarsa intelligenza). E alle scuole (ahimé!) aggiungerei altre, molte altre, alternative per l’apprendimento conoscitivo, prime fra tutte la concentrazione personale (pensiero), la consultazione di amici, genitori… e, non ultimo, internet. Tante volte, anzi, mi chiedo a cosa serva andare a scuola se non per risultare più stabilmente deviati. Ma è una mia personale opinione.