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	<title>Commenti a: Fonti non evangeliche sulla vita di Gesù</title>
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	<description>Diario sulle molteplici attività cerebrali di una presenza inquietante dall'aspetto stranamente multiforme</description>
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		<title>Di: sendigiovus</title>
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		<dc:creator>sendigiovus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 14:26:36 +0000</pubDate>
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		<description>Non sono certo un filologo, ma dubito che il vescovo frigio Agapio possa aver riportato le parole letterarie di Giuseppe Flavio. L&#039;imbarazzante scarsità di fonti storiche extra-cristiane sulla (presunta) esistenza del Cristo ha portato copisti cristiani e amanuensi ecclesiastici a manipolare pesantemente i testi storici originali per finalità di stampo puramente propagandistico, fino alla creazione di falsi clamorosi (come la &quot;Lettera di Publio Lentulo) o la distruzione dei testi che non collimavano con le vulgate agiografiche vagliate dall&#039;ortodossia cattolica. Mi riferisco al &quot;Discorso Veritiero&quot; di Celso:  confutazione anticristiana  del II sec. d.C. , i cui contenuti sono conosciuti unicamente (o quasi) per la replica che Origine scrive circa un secolo dopo. In pratica abbiamo la piccata controreplica cristiana, ma non il testo originale del neo-platonico Celso, opportunamente distrutto, se non negli abbondanti estratti che lo stesso Origine riporta per la sua risposta. Mi sto dilungando e me ne scuso. Ritornarnando al tema iniziale, dubito della &quot;letterarietà&quot; di una traduzione araba di un testo siriaco (magari in aramaico) dal perduto originale greco del I° sec. dello storico Giuseppe Flavio, giudeo ellenizzato al servizio dei Romani, sorvolando in questo sulla presunta genuinità del &quot;Testimonium Flavium&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono certo un filologo, ma dubito che il vescovo frigio Agapio possa aver riportato le parole letterarie di Giuseppe Flavio. L&#8217;imbarazzante scarsità di fonti storiche extra-cristiane sulla (presunta) esistenza del Cristo ha portato copisti cristiani e amanuensi ecclesiastici a manipolare pesantemente i testi storici originali per finalità di stampo puramente propagandistico, fino alla creazione di falsi clamorosi (come la &#8220;Lettera di Publio Lentulo) o la distruzione dei testi che non collimavano con le vulgate agiografiche vagliate dall&#8217;ortodossia cattolica. Mi riferisco al &#8220;Discorso Veritiero&#8221; di Celso:  confutazione anticristiana  del II sec. d.C. , i cui contenuti sono conosciuti unicamente (o quasi) per la replica che Origine scrive circa un secolo dopo. In pratica abbiamo la piccata controreplica cristiana, ma non il testo originale del neo-platonico Celso, opportunamente distrutto, se non negli abbondanti estratti che lo stesso Origine riporta per la sua risposta. Mi sto dilungando e me ne scuso. Ritornarnando al tema iniziale, dubito della &#8220;letterarietà&#8221; di una traduzione araba di un testo siriaco (magari in aramaico) dal perduto originale greco del I° sec. dello storico Giuseppe Flavio, giudeo ellenizzato al servizio dei Romani, sorvolando in questo sulla presunta genuinità del &#8220;Testimonium Flavium&#8221;.</p>
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