Neuga’s blog

Diario sulle molteplici attività cerebrali di una presenza inquietante dall’aspetto stranamente multiforme

OnClassical licenzia musica classica per film e TV! Luglio 3, 2009

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L’etichetta discografica online OnClassical, ha iniziato a fornire licenze per utilizzo professionale della musica classica: la metà dei guadagni è direttamente ridistribuita agli artisti.

Vari usi che si possono fare della musica OnClassical, secondo il nuovo progetto music licensing, sono:

  • Sincronizzazione video
  • Film/Cortometraggi/Telefilm
  • Documentari/Serial
  • Pubblicità Radio/TV
  • Trasmissioni Radio/TV
  • Clip promozionali
  • Samples/Remix/Compilations
  • YouTube, Power Point, ecc.
  • Musica di sottofondo per siti internet
  • Musica d’atmosfera su locali
  • Videogiochi, computer programs
  • Musica d’attesa telefonica

OnClassical è un progetto indipendente che non conosce intermediari, sceglie da sé i propri musicisti, ne decide i repertori, le location e gli strumenti su cui incidere e non ha alcun rapporto con società del diritto d’autore (in quanto tratta solo musica che non è coperta dai rigidi copyright tradizionali). Su onclassical.com l’utente ascolta e compra musica classica di qualità; ma solo la musica, ossia non esiste alcun packaging (il classico CD lo fa in casa l’utente scaricando il libretto e ovviamente le tracce ad alta definizione da onclassical.com).
Ciò porta ad una riduzione dei costi e del prezzo finale a tutto vantaggio della qualità e dell’offerta.

Licenziare musica con OnClassical, anziché nel modo tradizionale (ovvero, ricorrendo ai complicati rapporti con le società d’autore e le case discografiche), è inoltre molto facile proprio perché:

  • non ci sono complicate pratiche da capire/compilare/inviare: un solo modulo legale e compilabile automaticamente è tutto quello che c’è da fare.
  • non si versano royalty a ogni scadenza (si paga se e quando si decide di voler licenziare la musica di OnClassical).

E inoltre:

  • è economico (almeno il 30% in meno rispetto ai canali tradizionali) e sfrutta musica libera (nessun DRM);
  • si hanno a disposizione contenuti estremamente filtrati nella qualità (nessuno “spam” della musica);
  • si contribuisce direttamente all’artista a cui spetta il 50% dell’acquisto.

“È sicuramente una strada nuova mai tentata prima”, dichiara Alessandro Simonetto, fondatore dell’impresa tutta italiana, “noi siamo fieri di portare i nostri artisti verso strade nuove e per nulla rischiose, quando, prima, la maggior parte delle case discografiche non dava loro alcuna visibilità e introito.” E continua: “Noi non chiediamo nulla all’artista, nessun euro, nessun contratto esclusivo; lo incidiamo spesso gratuitamente e gli diamo il master in piena proprietà senza pretendere null’altro che la sua stessa promozione e di conseguenza la nostra. Quale musicista io stesso, trovo che questa sia una forma molto più equa di promozione della musica, che nel nostro caso è sinonimo di qualità sia artistica che tecnica. Abbiamo poi grande fiducia nella nostra clientela: diamo loro gli interi album in libero preascolto (gli MP3 sono gratuiti e distribuibili ovunque senza ulteriori permessi); come conseguenza il pubblico ci ripaga acquistando gli stessi album in alta qualità o licenziando musica per scopi diversi dal normale uso personale”. E conclude: “Internet funziona un po’ così: prima devi imparare a dare, poi la gente ti potrà apprezzare e ripagare dei tuoi sforzi. La logica dello stretto e severo copyright in rete non attecchisce. Noi preferiamo lavorare con Creative Commons per buona parte del nostro materiale”.

“[...] OnClassical decisa a conquistare i più esigenti in fatto di qualità del suono.”

Alice Bertolini, Corriere della Sera, II/2009

“Si tratta [OnClassical] sicuramente di uno dei migliori regali che Internet ha dato agli audiofili!”

Nick Whetstone, TNT-Audio, I/2009

“Eccellente lavoro di Alessandro Simonetto.”

Alfred Zeillinger, Director of Bösendorfer pianos, Vienna III/2007

“OnClassical è un progetto fenomenale!”

Cameron Parkins, Creative Commons, XI/2007

 

TT Dynamic Range Meter – L’uso del software nella musica classica. Giugno 9, 2009

Poche e stringate considerazioni (senza soffermarmi sulle motivazioni tecniche che inducono il software, giustamente o meno, a “ragionare” in un certo modo). Le specifiche tecniche si possono facilmente individuare a partire dal sito ufficiale: pleasurizemusic.com.

TT Dynamic Range Meter è un’utility, proposta da un esperto cast di tecnici ed esperti del suono (fra cui figura nientemeno che l’inventore dell’MP3) riuniti nella prestigiosa Pleasurize Music Foundation, che ha lo scopo di verificare (cosa che anche un buon tecnico del suono può fare a colpo d’occhio) se una registrazione sia o meno compressa e, quindi, innaturale (attenzione: non espansa, il procedimento è lo stesso solo inverso, ma in un caso e nell’altro siamo di fronte a manipolazioni che distorcono inevitabilmente il segnale specie se applicate in maniera esagerata).

pleasurizemusic.com / TT Dynamic Range Meter

pleasurizemusic.com / TT Dynamic Range Meter

Di fatto negli ultimi anni stiamo assistendo sempre di più al fenomeno della musica schiacciata (compressa) per esigenze legate al mercato musicale e discografico che non starò qui ad elencare (esigenze peraltro facilmente comprensibili). Ecco che il TT Dynamic Range Meter si propone di analizzare e sensibilizzare (giustamente) l’eccesso di anti-musicalità di cui spessissimo le nuove produzioni soffrono (vedi, ad es., per la musica pop).

Andamento della DRC negli anni.

Andamento della DRC negli anni.

Parlando invece di musica classica mi preme innanzitutto far notare come un DR+ (elevato) non sia (sempre) sinonimo di qualità della incisione. In particolare benché il software sia pratico, veloce e, direi, divertente da applicare, non risulta molto utile per la musica classica, laddove sarebbe invece più interessante avere una sorta di Dati Exif (come per le fotografie digitali) dal momento dell’incisione fino alla produzione finale (evidentemente per capire quali operazioni siano state effettuate in fase di mastering). In ogni caso, come per tutte le applicazioni, aiuta a capire e a trarre delle conclusioni che sicuramente male non fanno per chi come me fa produzione audio.

Di fatto, TT Dynamic Range Meter, “premia” registrazioni:

  • con sonorità molto basse (di p, pp, ppp) con qualche picchio nel forte; [1]
  • con molti silenzi (ad esempio le sessioni di registrazione risultano a DR maggiore rispetto alla stessa registrazione tagliata e finita); [1]
  • con maggioranza di piani rispetto ai forti (vedi sopra); [1]
  • che riproducono dinamiche improvvise non continui (es. un organo, i fiati, un certo repertorio orchestrale sono penalizzati, mentre non lo è una batteria o altri aggetti percussivi); [1]
  • asciutte (con poco ambiente/riverbero) quindi … (almeno per la musica classica) meno musicali;
  • dinamizzate (con suono attenuato sotto i 20-30 dB (o simililmente) e via via amplificato sopra nelle zone forti). Non ho ancora provato se una registrazione restaurata (FFT/ricostruzione segnale) abbia un DR migliore rispetto alla “madre” ma scommetterei di sì;
  • manipolate nella dinamica (con alcune sezioni in piano che vengano attutite e alcune altre in forte che vengano amplificate per creare effetti particolari che risultano comunque poco naturali);
  • gli stessi files MP3 (io li ottengo via LAME / ID3) risultano a DR maggiore dei loro stessi sorgenti WAV.  Nella fattispecie: DRmp3 = DRwav + (quasi) 1.

In generale per la musica classica i valori ottimali dovrebbero risultare circoscritti entro un determinato range: valori inferiori possono significare una certa compressione dovuta però anche all’ambiente di registrazione (ex. una piccola stanza farà ottenere DR minori), all’esecuzione (ex. un pianista che difficilmente suoni pp), al repertorio (la musica rinascimentale suonerà meno dinamica della musica romantica); diversamente valori superiori sono da considerarsi con una certa attenzione (un trucco c’è sempre…).

Riporto alcuni DR ottimali che, a mio avviso, sono nella norma.

  • Organo, DR medio da 8 a 14 (un DR 8 può significare un’ottima registrazione vedi per la musica rinascimentale)
  • Pianoforte, DR medio da 10 a 16 (un Bach tenderà ad avere valori minori di uno Chopin…)
  • Violino, DR medio da 12 a 18 (molto dipende dal tipo di musica)
  • Archi (più violini), DR medio da 10 a 16…
  • Percussioni, DR medio da 16 a 20/22 (!)

[Le prove si possono fare con dischi che si possiedono come anche con registrazioni autoprodotte non particolarmente belle: non cambierà poi moltissimo.]

[1] Post Scriptum I: la cosa mi è stata confermata da uno degli artefici del software, della Friedemann Tischmeyer, della Tischmeyer Publishing America Incorporation, nelle stringe che riporto:

We measure the micro dynamic and not the macro dynamic and take the loudest 20%. Therefore if classical music has a lot of forte passages with a high density caused by vocals for example, it tends to have a lower DR (DR12 to DR14) and a very soft piano concert tend to have a higher DR. Until today nobody found a solution to get this final details considered. So we can say that the DR scale works very reliable with small values and has a good average coverage until DR14. Higher values make no sense.

Post Scriptum II: in una mia recentissima registrazione effettuata alla Fazioli Hall di Sacile ho ottenuto un risultato di pianoforte con DR fra 15-18. Il disco sarà prossimamente disponibile su onclassical.com (musiche di Debussy).

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Il presente testo NON può essere riprodotto senza il preventivo scritto consenso. Sì da invece il consenso a porre un link alla presente pagina.

 

Res-publica Giugno 2, 2009

2 giugno: nel 455 i Vandali saccheggiarono Roma derubandola di ciò che essa aveva a sua volta derubato al mondo orientale, nel 1537 Papa Paolo III proclama “No alla schiavitù”, nel 1946 l’Italia è una Repubblica fondata sulla politica, nel 2009 è rimasto tutto come a prima del 455, e si anela ai Vandali per cambiar le cose… viva la Repubblica!

 

Velocizzare Windows XP – MSConfig e altro Maggio 13, 2009

Ecco alcune / diverse cose che si possono fare:

1) La gestione delle impostazioni grafiche

Vai poi su Pannello di Controllo > Sistema > Avanzate > Effetti visivi
- Spunta Regola in modo da ottenere le prestazioni migliori

2) La gestione dei processi in avvio e in background

Digita msconfig da Start > Esegui

2a) Servizi da disattivare (con il ? metto quelli che possono essere lasciati a discrezione):

  • Accesso rete (NetLogon)
  • Accesso secondario (Secondary Logon)
  • Adobe LM Service
  • Aggiornamenti automatici (Automatic Updates)
  • Archivi rimovibili (Removable Storage)
  • Avvisi [e registri di protezione] (Alerter)
  • [Altri avvisi]
  • Browser di computer (Computer Browser)
  • Centro Sicurezza Pc (Security Center)
  • ClipBook (ClipBook)
  • Compatibilità di Cambio rapido utente (Fast User Switching Compatibility)
  • Condivisione desktop remoto di NetMeeting (NetMeeting Remote Desktop Sharing)
  • DDE di rete (Network DDE)
  • DDE DSDM di rete (Network DDE DSSM)
  • Gestione sessione di assistenza mediante desktop remoto (Remote)
  • Desktop Help Session Manager)
  • Google software updater [Software per l'aggiornamento di Google]
  • Gruppo di continuità (Uninterruptible Power Supply)
  • Guida in linea e supporto tecnico (Help and Support)
  • Helper NetBIOS di TCP/IP (TCP/IP NetBIOS Helper Service)
  • Messenger (Messenger)
  • Monitor infrarossi []
  • Ora di Windows (Windows Time)
  • Registro di sistema remoto (Remote Registry Service)
  • Routing e Accesso remoto (Routing and Remote Access)
  • Scheda WMI Performance (WMI Performance Adapter)
  • Servizi IPSEC (IPSEC Services)
  • Servizi terminal (Terminal Services) [?]
  • Servizio di indicizzazione (Indexing Service)
  • Servizio di rilevamento SSDP (SSDP Discovery Service) [?]
  • Servizio di segnalazione errori (Error Reporting Service)
  • Servizio Numero di serie per dispositivi multimediali portatili (Portable Media Serial Number Service)
  • Servizio Provisioning di rete (Network Provisioning Service)
  • Servizio Ripristino configurazione di sistema (System Restore Service) [?]
  • Servizio trasferimento intelligente in background (Background Intelligent Transfer Service) [?]
  • StumbleUponUpdateService []
  • Telnet (Telnet)
  • Temi (Themes)
  • avast! iAVS4 Control Service [Per l'aggiornamento di avast!]
  • smart Card (Smart Card) [?]

Info e descrizioni servizi di cui sopra:

2b) Programmi da evitare di lanciare all’avvio del sistema (vai su Avvio della stessa schermata di msconfig)
(I programmi si possono comunque lanciare in qualsiasi momento)

  • jusched [Java - aggiornamenti]
  • TPTray [Toshiba - touchpad]
  • Belkinwcui [Belkin - wifi]
  • NMBgMonitor [Nero - ]
  • Skype []
  • GoogleToolbarNotifier [questo si ricrea comunque sempre!]
  • Altro disattivabile [Microsoft]: ctfmon, hkcmd, igfxtray, igfxpers, tfswctrl, WMPNSCFG [ho notato però che disattivando ctfmon questo mi ricompare sempre all'avvio successivo...]
  • Vari programmi chiaramente non indispensabili all’avvio (i nomi o i percorsi si dovrebbero riconoscere…)

3) Pulizia dei file temporanei e del registro di sistema

(vedi CCleaner)

4) Ordine!

Suddividere bene ogni file in cartelle appropriate. Non caricare il desktop o il menu Start.

5) La deframmentazione periodica

6) Altro!
Usare antivirus leggeri! Vedi: Avira Antivir – Grisoft AVG
Togliere Windows Media Player! È pesante e legge solo quel che vuole! (Eventualmente usa un programma meno accattivante ma uguale in performance: digita mplay32 da Start > Esegui)

Link interessanti (da cui ho preso ispirazione):

7) Software utili per la pulizia e altro…

Se infine avete altri “segreti” vi prego di commentare questo articolo. Thanks!!!
 

neuga.it Aprile 15, 2009

Ho pubblicato il mio personal website: neuga.it/

Non chiedetemi cosa significa: so solo che è un anagramma di qualcosa, anzi della pronuncia (tedesca) di qualcosa… che sarei io… :)

Il sito non è terminato… e non credo lo sarà mai.

 

Le (possibili) cause dell’Alzheimer Marzo 2, 2009

Negli ultimi anni, numerose ipotesi sono sorte circa il possibile coinvolgimento del rame in molte in patologie degenerative. L’Alzheimer, in particolare, sarebbe determinato da carenza di rame. A questa tesi, sostenuta da tempo dal prof. Leslie Klevay (Università del North Dakota), sta portando un contributo notevole il prof. Benedetto Salvato, fisiologo dell’Università di Padova che da otto hanni ne ha fatto il principale tema della sua attività di ricerca, supportato da un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da studiosi di diverse università. A suo avviso molte malattie degenerative possono in ultima analisi essere dovute a carenze di rame, in considerazione del ruolo fondamentale che questo micronutriente gioca direttamente o indirettamente in molti processi biologici [...].

Uno dei risultati principali di questa ricerca, è l’aver compreso che i corretti livelli di rame possono essere ripristinati solo somministrando rame presente all’interno di quei fattori nutrizionali, per lo più proteine, in cui svolge naturalmente la sua funzione: parliamo di cibi ricchi di rame, e siamo perciò in presenza di un approccio strettamente dietetico (leggi l’articolo completo).

Maurizio Melis

Leggi l’intervista completa a cura di Moebius.

 

Petizione contro il bollino SIAE Novembre 16, 2008

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La Legge sul diritto d’autore (n. 633/1941), stabilisce (art. 181 bis) che su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali nonché su ogni supporto (CD, cassette audio e video, CD Rom, DVD, ecc.) contenente suoni, voci o immagini in movimento che reca la fissazione di opere o di parti di opere protette dalla legge sul diritto d’autore (art. 1, primo comma, legge n.633/1941) destinati al commercio o che vengano ceduti in uso a qualunque titolo a fine di lucro deve essere apposto un contrassegno.

siae.it/Utilizzaopere.asp?link_page=contrassegni_bollino.htm

Ecco solo alcune informazioni sull’odiato “bollino”:

  • L’Italia è l’unico paese europeo con Portogallo, Grecia e Romania a imporre il bollino SIAE.
  • Qualsiasi persona anche non iscritta alla SIAE qualora copi la sua musica su più di un supporto (CD) deve richiedere, pagare ed apporre il contrassegno SIAE per evitare che “le forze dell’ordine lo distinguano come prodotto pirata” (SIAE).
  • Per tutta la musica senza più diritto d’autore (e per molto altro ancora), vedi compositori morti da più di settant’anni, c’è lo stesso l’obbligo di apporre il contrassegno. L’unico modo di non vedere applicato l’art. 181bis è la pubblicazione online.
  • Il costo di ogni contrassegno è di 0,0181 euro se non per usi commerciali. In caso contrario il bollino aumenta a 0,0310 euro.
  • Ogni CD (anche vergine) costa in più al cittadino italiano 0,25 euro, cioè un sovrapprezzo (pretassazione) di ben oltre 10 volte il costo del contrassegno (tassazione). Per i DVD-R questo obolo aumenta a 0,58 euro. La pretassa si applica su tutti i tipi di supporto analogo (dischi rigidi compresi). In Germania il costo di un CD è meno di 15 centesimi.
  • Chi fa le proprie copie in privato, quindi utilizza normali CD-R o audio, comperati in un negozio (italiano), non può non pagare il bollino (perché già incluso nella pretassazione del supporto vergine). Pertanto verserà alla SIAE la somma 0,25 euro + 0,0181 euro (totale: 0,2681 euro), ovvero, se vorrà vendere le proprie copie, di 0,25 euro + 0,0310 euro (totale: 0,281 euro).
  • Nelle spese del bollino SIAE è compreso il versamento dell’IVA. Quindi si paga un’imposta su una tassa! E addirittura su una pretassa!

La sentenza della Corte di Lussemburgo ha bocciato la SIAE:

l’obbligo di apporre sui dischi compatti contenenti opere d’arte figurativa il contrassegno “SIAE” in vista della loro commercializzazione nello Stato membro interessato, costituiscono una regola tecnica che, qualora non sia stata notificata alla Commissione, non può essere fatta valere nei confronti di un privato.

Vedi qui i documenti ufficiali della sentenza nella causa contro la SIAE (caso Schwibbert).

Unisciti al gruppo facebook per l’abolizione del contrassegno SIAE: http://www.facebook.com/group.php?gid=34329889449

 

La clemenza della Chiesa nelle versioni del Credo Ottobre 17, 2008

Il Credo della Chiesa Cattolica è la formula di fede relativa all’unicità di Dio, alla natura di Gesù e, implicitamente, alla trinità delle persone divine. Esistono tre forme diverse di Credo: la prima approvata al I Concilio di Nicea (325), la seconda modificata con il I Concilio di Costantinopoli e, infine, il cosiddetto Simbolo Apostolico risalente (ovvero scritto) fin dal IV secolo in Ambrogio e Rufino, poi modificato nella sua formula definitiva da San Cesario di Arles (sec. VI). Nelle nostre messe si recitano il secondo (niceno-costantinopoliano) e, non di rado, il terzo (per motivi di brevità) credo.

Icona che riproduce il I Concilio di Nicea

Icona che riproduce il I Concilio di Nicea

Prendiamo ad esame le prime due versioni citate (originariamente in greco) mettendo in corsivo le parti relative alla seconda versione (di Costantinopoli) di qualche anno successiva, e influenzata dalle teorie cristologiche dell’arianesimo.

Credo in un solo Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
[Dio da Dio],
Luce da Luce,
Dio vero da Dio vero,
generato, non creato,
della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini
e per la nostra salvezza
discese dal cielo
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria
e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì
e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato,
secondo le Scritture,
è salito al cielo,
siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine
.
Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre [e dal Figlio].
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà. Amen
.

Parte eliminata nella seconda versione ma presente nel credo del 325 / Nicea:

Τοὺς δὲ λέγοντας·
ἦν ποτε ὅτε οὐκ ἦν,
καὶ πρὶν γεννηθῆναι οὐκ ἦν,
καὶ ὅτι ἐξ οὐκ ὄντων ἐγένετο,
ἢ ἐξ ἑτέρας ὑποστάσεως
ἢ οὐσίας
φάσκοντας εἶναι,
ἢ κτιστόν,
ἢ τρεπτὸν ἢ ἀλλοιωτὸν
τὸν υἱὸν τοῦ θεοῦ,
ἀναθεματίζει
ἡ καθολικὴ ἐκκλησία.

Coloro poi che dicono:
“C’era (un tempo) quando (Gesù) non c’era”,
e: “Prima di essere generato non c’era”,
e che dal non essente fu generato
o da un’altra persona
o essenza
dicono essere
o creato,
o traformabile o mutevole
il Figlio di Dio,
(costoro li) anatematizza
la Chiesa cattolica.

È palese come la Chiesa sia passata dalla formula di maledizione del primo Credo alla formula più semplicemente coercitiva del secondo. Il Simbolo Apostolico invece sembra sia opera antichissima risalente agli stessi apostoli e tramandata originalmente solo per via orale (anche perché ritenuto indegno era chi la riportasse per iscritto).

Da Wikipedia.

 

La nuova vita (degli altri?) Ottobre 15, 2008

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e il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto

(Gv 12,24)

Seme

Seme

Esegesi:

Diventando [il seme in questione] concime organico [dato che è morto] darà modo agli altri semi [vivi] di germinare e nutrirsi [delle sue proprietà organolettiche]. O almeno credo…

 

Sull’aborto: ancora non ci siamo! Ottobre 4, 2008

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Questi sono due punti che autorizzerebbero l’aborto per lo UAAR.

- la vita di una madre ha più valore di quella di un feto;
- la maternità deve essere una scelta responsabile e consapevole, e non il frutto, ad esempio, del malfunzionamento di un contraccettivo;

Nel primo punto si afferma molto drasticamente la superiorità di una vita rispetto ad un’altra. Nel secondo si dà irrilevanza ad una vita solo perché concretizzata attraverso un atto non (pienamente) voluto: ovvero se un feto si sta formando son problemi suoi e della natura dispettosa.

L’ UAAR è l’Unione Atei ed Agnostici presieduta da Raffaele Carcano. La “R” sta per “Razionali”. Forse.